Uffaaaa!

Oggi dovevo scrivere il topic dal titolo “Angolo musicale Episodio 1”, ma ho deciso di rimandare per far spazio a questo post di protesta… Sul modo strano con cui gira il mondo.
Insomma, anonimo, non potevi limitarti a dirmi che secondo te non vale la pena ascoltare canzoni pop, e magari darmi qualche consiglio personale? No, bisogna darmi del “caduto in basso”.
Fin da piccolo mi vedo di fronte a situazioni simili: la professoressa di italiano delle medie mi ha sempre stimato moltissimo, e lo fa tutt’ora, ma davanti a tutta la classe non esitò a “dirmi parole” perchè leggevo Harry Potter… E questo è solo un esempio, le situazioni simili sono poi continuate con amici e parenti, per film, musica e libri.
Per la musica sono sempre stato un caso patologico: ho cominciato a tre anni con Michael Jackson, e poi sono passato a Cristina D’avena. Le prime canzoni che mi hanno fatto dire “Hey, c’è dell’altro da ascoltare!” sono state quelle degli (altrettanto bistrattati) Aqua. Musica di festa, “cartoonosa”, sui ragazzi e sul mare… Da lì in poi ho cominciato ad ascoltare un poco di tutto, dall’italiano allo straniero, dal rock al pop, cantanti e gruppi… Insomma, davvero di tutto. L’unico genere musicale che mi ha sempre “tenuto testa” era (ed in parte è) il metal e l’heavy metal.
Ma per quanto io abbia INVOLONTARIAMENTE ampliato i miei gusti musicali, trovo sempre qualcuno che ha da criticare… E mai che esprimano un parere, ma ti danno proprio del cretino… E non mi riferisco solo al commento al topic, ma anche ad altri. Un esempio recente è uno dei miei cugini.
Lui ascolta quasi esclusivamente rock. E solo il rock dei grandi gruppi. A lui non gli importa se un altro gruppo suona il rock, cioè il genere che lui apprezza, e suona bene e belle canzoni. “Non ha inventato niente!” dice, e quindi non vale la pena ascoltarlo… Maddai!
Io sento una canzone, e se attira la mia attenzione già vuol dire che funziona: o mi ha attirato perchè è orrenda, o perchè molto probabilmente in pochi giorni entrerà nella mia lista delle preferite. Poi c’è l’ascolto vero e proprio. Non mi importa chi è che canta, o che genere di musica, o in che lingua. Ascolto. Mi piace, mi fa sentire qualcosa. Magari anche se è in un’altra lingua capisco le parole e pure quelle mi piacciono… E’ fatta! Che altro ho bisogno di sapere? Devo per forza chiedermi se è commerciale o no? Che poi, come può la musica dirsi commerciale? Nemmeno l’house è definibile tale, secondo me.

Quindi Uffa uffa uffa. Per la musica. Per il cinema. Per i libri.
Ogni tanto fate lavorare le emozioni e non il cervello, per piacere!

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