“Dai, Andrea, si tratta solo di un po’ di conformismo…”

La massa fa paura. L’individuo si annulla e agisce all’unisono con il gruppo, senza pensare, porsi domande.

Mi fa paura vedere la massa che protesta in piazza, dicendo o facendo cose che, conoscendo quella persona, non ti saresti mai aspettato da lei. Fa paura anche in discoteca, scatenata e incomprensibile. Ragazzi che cominciano alle undici di sera a fare un determinato movimento e lo continuano ininterrottamente per ore e ore, anche quando cambia il ritmo e persino il genere di musica!

Proprio in discoteca ho potuto osservare tutto ciò, dal momento che non ballavo. E proprio perché non ballavo, mi è stato detta da mio cugino Enrico la frase che potete leggere nel titolo: “Dai, Andrea, si tratta solo di un po’ di conformismo…”
Come se io non volessi ballare perché lo fanno gli altri! Io so di non saper ballare, e non voglio farlo non tanto per paura dell’osservazione altrui, o per non “conformarmi” al gruppo. Solo non me la sento di farlo.
Comunque, non nascondo che, almeno un pochino, il suddetto conformismo mi spaventa un poco: fare una cosa solo perché la fanno gli altri non mi convince. Io faccio ciò che voglio. Se questo corrisponde a quello che stanno facendo tutti intorno a me, ben venga: non verrò notato e farò quello che mi piace. Se invece non corrisponde a quello che fanno tutti, amen: potranno dire o pensare quello che vogliono, ma io sarò comunque contento.

La massa cambia le condizioni psicologiche in cui ti trovi nel momento in cui decidi di fare qualcosa: se mi mettessi davanti allo specchio del mio bagno a ballare, mi vergognerei e distoglierei lo sguardo, cercando di nascondermi, come se avessi fatto questa cosa su un palco davanti a centinaia di persone.
Ma se la stessa cosa la fai in sempre tra un centinaio di persone, ma che stanno ballando anche loro, la cosa ti riesce più facile, più “naturale”.
E, per il discorso della moto (vedi il post di qualche tempo fa) dovrò imparare ad adeguarmi alle regole di questo pazzo, pazzo mondo!

One Comment
  1. 27 Luglio 2006 – 18:48
    La penso esattamente come te, odio le persone tutte uguali, i luoghi comuni e le masse di ragazzi tutti uguali e tutti vuoti dentro.
    Ciò che è da evitare, per quieto vivere, è di passare da “originali” ad “eccentrici”. ^^’

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